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Giorno 8 - Architettura esilarante: tra palazzi delle favole e Buddha giganti

Si continua la visita ai luoghi di maggiore interesse della città di Sintra: a una veloce tappa al Palacio Nacional, il cui profilo è inconfondibile per via dei due enormi comignoli piramidali delle cucine, situato in pieno centro storico, residenza reale ricca di azulejos, segue la ripida e impegnativa ascesa sino alle rovine del Castelo dos Mouros, risalente al VII secolo e le cui mura di cinta, tutte percorribili a piedi, ricordano la Grande Muraglia cinese e offrono magnifici panorami e un'esperienza unica. In zona si trovano anche alcuni resti archeologici come l'antica cisterna del castello e una chiesa del XII secolo. 


Il Palacio Nacional Da Pena, il primo castello romantico ad essere mai costruito


Da qui si scende fino ad uno dei palazzi più visitati del Portogallo e sicuramente il più eclettico, il Palacio Nacional da Pena: unico nel suo genere, mix di stili architettonici e colori, costruito per il piacere del Re Ferdinando II che qui volle fuggire dalla vita frenetica del mondo, primo castello romantico ad essere mai costruito. Se gli improbabili esterni da castello delle fiabe, con mura gialle, torri rosse, cupole moresche, minareti e un finto ponte levatoio sorprendono, non da meno sono le sale interne, stracolme di oggetti e curiosità che raccontano la vita all'interno del palazzo lungo un'esposizione ben curata. Per continuare il viaggio tra bizzarrie ed estri architettonici, nel pomeriggio si raggiunge il Buddha Eden, un insolito parco orientaleggiante ospitante monumentali statue di Buddha ed un esercito di guerrieri di terracotta, costruito su volere di un collezionista in reazione alla distruzione da parte dei talebani dei Buddha afgani di Banyan nel 2001. Nel tardo pomeriggio, una tappa veloce a Foz do Arelho consentirà di fare un bagno nelle acque calme della lagune di questa bella località salvaguardata dal turismo. In serata si raggiunge Obidos, meta finale della giornata, una città dal grande fascino medievale, senza tempo, in cui è delizioso passeggiare per i vicoli, raggiungere l'imponente castello (oggi diventato hotel di lusso) e assaporare la ginjinha, la locale acquavite di ciliegie servita in una coppetta di cioccolato.


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Azulejos al Palazzo Nacional de Sintra: è proprio da qui che quest'arte si diffonderà in tutto il Portogallo

La magnifica Sala dei Blasoni al Palacio Nacional de Sintra

La bandiera portoghese sventola sul Castelo dos Mouros

Vista di Sintra-Vila dal Castelo dos Mouros, si possono notare i due comignoli a cono del Palacio Nacional de Sintra

Le mura del Castelo dos Mouros, tutte percorribili, e sulla sinistra il Palacio Nacional da Pena

Il Palacio Nacional da Pena è un vero cocktail di stili architettonici: vi si riconoscono elementi moreschi, manuelino, barocchi, gotici e rinascimentali

Le cupole moresche e il torrione giallo: il castello è stato costruito per il piacere del Re Fernando II e non ha mai avuto finalità diverse da quelle residenziali

Accesso in stile moresco al palazzo

L'eccessività delle forme e dei colori danno un aspetto molto particolare al palazzo. l'impressione è di essere in un parco divertimenti

Gli interni del Palacio Nacional da Pena sono riccamente allestiti con tutto ciò che qui veniva utilizzato quotidianamente fino al 1910


La vasca da bagno - doccia della regina

Porcellane cinesi

I regnanti erano grandi collezionisti

Esposizioni all'interno del Palacio Nacional da Pena

Il Buddha Eden (foto tratta da www.facebook.com/BuddhaEdenPortugal)

La spiaggia di Foz do Arelho verso la fine della giornata

L'imponente chiesa barocca dall'aspetto tetro del Santuario del Senhor Jesus da Pedra si trova alle porte di Obidos

Le mura sullo sfondo della foto delimitano la parte vecchia della cittàdi Obidos

Il castello di Obidos (foto tratta da pt.wikipedia.org, utente Paulo Juntas, licenza CC BY-SA 2.5)

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Giorno 7 - Simboli alchemici, luoghi gotici, conventi lillipuziani e il punto più occidentale d'Europa

In mattinata si raggiunge la magica regione di Sintra, dai dolci rilievi, lussureggianti foreste, giardini esotici, palazzi fiabeschi e tortuose stradine (da incubo) che rimarranno nel ricordo di chi guida. La prima tappa è la Quinta da Regaleira, forse il luogo più esoterico di tutta la zona: un misterioso giardino, passaggi segreti, un palazzo ricco di raffigurazioni enigmatiche e simboliche degno di un romanzo gotico, costruito per il piacere di un milionario esportatore di caffè e pietre preziose e commissionato a uno scenografo d'opera italiano. Di grande impatto il pozzo iniziatico, una torre capovolta con le finestre sull'interno, profonda 27 metri, il cui accesso avviene da gallerie sotterranee e la cui ascesa è un percorso verso la luce. 


Il faro e le aspre scogliere alte 150 metri del Cabo da Roca, ai confini d'Europa


Dopo pranzo ci si inoltrerà nella fresca foresta del parco naturale di Sintra-Cascais sino a raggiungere il minuscolo e nascosto Convento dos Capuchos, un mondo in miniatura in cui i monaci francescani si costringevano a vivere chini, attivo sino a metà del XIX secolo. In gran parte ricoperto di sughero, che aveva la funzione di assorbire l'umidità degli angusti spazi, a questo luogo di sobrietà e pace si accede attraverso la porta della morte, così chiamata perché chi la varcava lasciava per sempre alle spalle il mondo terreno e si costringeva a una vita di privazioni e preghiere. Poco distante il Mosteiro da Peninha, abbarbicato su uno sperone roccioso e apparentemente un tutt'uno con la roccia, offre un punto panoramico unico sulla regione, con lo sguardo che spazia dalle grandi spiagge a sud sino ai promontori a nord, dalla foresta tutta intorno fino ai grandi centri abitati in lontananza. Dal monastero si scende alla Praia do Guincho, grande e sferzata dai venti, frequentata da surfisti. L'ultima meta della giornata ha un carattere romantico: dalla spiaggia si sale per alcuni chilometri prima di puntare tutto verso ovest, verso l'Atlantico, fino a raggiungere il punto più occidentale dell'Europa continentale, il Cabo da Roca: qui, su un promontorio alto 150 metri a picco su acque impetuose, si assisterà ad un nuovo spettacolare tramonto nel mare. In serata rientro a Sintra.


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Una delle porte della Quinta da Regaleira

Particolare di un portone alla Quinta da Regaleira

Particolare del terrazzo della Quinta da Regaleira, si notino le decorazioni della colonna sulla destra

La Grotta di Leda alla Quinta da Regaleira rappresenta l'unione tra cielo e terra

Il Laghetto della Cascata alla Quinta da Regaleira

Il Terrazzo dei Mondi Celesti alla Quinta da Regaleira

Il Palazzo costruito all'inizio del Novecento su progetto dell'architetto italiano Luigi Manini e commissionato da Antonio Augusto Carvalho Monteiro, imprenditore arricchitosi esportando caffè e pietre preziose dal Brasile
Una delle gallerie sotterranee che portano al Pozzo Iniziatico della Quinta da Regaleira


Il Pozzo Iniziatico alla Quinta da Regaleira, una scala a spirale profonda 30 metri ispirata ai gironi dell'Inferno dantesco

Il Convento dos Capuchos nella foresta di Sintra-Cascais: al centro, la Porta della Morte

Una delle celle dei monaci vista dall'interno: si notino il rivestimento in sughero e le dimensioni ridotte della porta d'accesso

Il cortile interno del Convento dos Capuchos

Il Mosteiro da Peninha, oggi chiuso, sorge all'interno della foresta di Sintra-Cascais e costituisce un ottimo punto panoramico

Vista dal Mosteiro da Peninha: la spiaggia in lontananza è la Praia do Guincho

In attesa del tramonto al Cabo da Roca

"Qui / dove la Terra finisce / e il Mare inizia": Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo

Tramonto al Cabo da Roca


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Giorno 1 - Patrimoni dell'Umanità e fervore religioso

Arrivo all'Aeroporto di Lisbona in mattinata, ritiro dell'auto e inizio del tour. Il primo giorno si visitano due suggestivi monasteri, entrambi patrimoni riconosciuti e tutelati dall'Unesco: il primo è quello di Alcobaça, che fonde l'ambizione gotica con l'austerità cistercense e ospita le tombe di Dom Pedro e Dona Ines de Castro, amanti legati da una tragica storia d'amore, il secondo è quello di Batalha, in stile gotico-manuelino, tripudio di pinnacoli, archi e balaustre e con le stupefacenti Cappelle Incompiute, spettacolare capolavoro dell'arte manuelina. 


Le Capelas Imperfeitas del Mosteiro de Santa Maria da Vitoria a Batalha

Nel secondo pomeriggio il viaggio riprende e fa tappa nella piccola cittadina di Fatima, luogo di apparizioni mariane meta ogni anno di oltre sei milioni di persone il cui richiamo va oltre il credo religioso. Oltre all'abbagliante Santuario e alla moderna Basilica dall'insolita struttura si potranno comprendere i due modi differenti in cui i credenti qui si avvicinano a Dio: quello più appariscente e comunitario che avviene a livello della piazza, con il grande braciere in cui si bruciano ogni giorno migliaia di candele dalle forme più varie e la preghiera nell'aperta Cappella delle Apparizioni e quello della preghiera intima e personale che avviene nelle semplici cappelle sotterranee. In serata spostamento a Tomar, cittadina attraversata dal fiume Nabão, fatta di vicoli e piazzette che costituiscono una bella area pedonale. Arrivandoci in auto si potrà ammirare il grande Aqueduto de Pegoes, opera dell'inizio del XVII secolo costruito per rifornire d'acqua il Convento de Cristo, la terza meraviglia della zona tutelata dall'Unesco che si visiterà l'indomani.


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Il Mosteiro de Santa Maria da Vitoria di Batalha

Vista dal Claustro Real del monastero di Batalha


Particolare del grande portale d'accesso alle Capelle Incompiute di Batalha

Il Santuario di Fatima

La grande piazza di Fatima


La statua dedicata a Giovanni Paolo II a Fatima, collocata dinanzi la Basilica, rivolta verso il Santuario

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Giorno 3 - Nel cuore dell'Alentejo tra castelli, menhir, vestigia moresche e pianure dorate

Addentrandosi sempre più a fondo nell'Alentejo, la regione più grande del Portogallo, si comincia la giornata con la visita di Evora, tra le città medievali meglio conservate del Paese, dal patrimonio storico e architettonico unico, oggi vivace città universitaria. Numerose chiese di vario interesse, come la cattedrale che con le due solide torri di granito sembra una fortezza e l'Igreja di Sao Francisco che ospita la Capela dos Ossos, un macabro ambiente decorato nel XVI secolo con le ossa di oltre 5.000 persone, monito sulla precarietà dell'esistenza terrena. Da non perdere il tempio romano del II-III secolo conservatosi magnificamente fino ai nostri giorni. 


Il Tempio di Diana ad Evora risale al II-III secolo

Un grande salto indietro nel tempo fino a circa 7.000 anni fa ci porterà nel maggiore sito megalitico della penisola iberica, il Cromeleque dos Almendres, dove un centinaio di monoliti di granito sono stati eretti all'alba del Neolitico in quella che oggi è un'incantevole distesa di ulivi e querce da sughero che per la sua bellezza vale da sola la visita. Dopo aver goduto della giusta pace e riposo con la vista dell'opera enigmatica dei nostri antenati il viaggio riprende e fa una breve tappa a Serpa, affascinante città bianca sulle cui mura difensive è stato costruito un acquedotto, per poi raggiungere la meravigliosa cittadella-museo di Mertola da cui godere, dall'alto del castello, del tramonto sulle casette bianche e sulla valle del Rio Guadiana. La città ospita alcune tra le rare vestigia della dominazione moresca in Portogallo, come l'Igreja Matriz, la più araba delle chiese del Paese.


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Praça do Giraldo, la piazza principale di Evora è stata teatro di avvenimenti drammatici come i roghi dell'Inquisizione

La cattedrale di Evora ricorda una fortezza

In questa cattedrale furono benedette le bandiere delle navi di Vasco de Gama

Il tempio romano di Evora è uno dei meglio conservati del Portogallo

L'Igreja da Graça a Evora ospita sulla facciata due Atlanti che sorreggono il mondo

Il Cromeleque dos Almendres è un sito preistorico datato 5.500 - 3.000 a.C.

I menhir, quasi 100, sono orientati per formare un complesso calendario astronomico

Il menhir dos Almendres è un singolo monolite alto ben 4 metri

Le possenti mura di Mertola

Mertola sorge nella valle del fiume Guadiana

A Mertola si trovano numerose tracce della dominazione moresca

Il castello di Mertola è considerata una delle fortezze più difficili da espugnare della penisola iberica

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