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Giorno 9 - Invisibile nell'Atlantico: l'isola degli uccelli

L'ultimo giorno riserva un vero tesoro per tutti gli amanti della natura: in mattinata si raggiunge Peniche per salpare verso l'arcipelago di Berlenga e approdare sull'isola maggiore, l'unica visitabile solo d'estate e da un numero limitato di persone. A 10 km dalla costa Berlenga Grande è un isolotto selvaggio, aspro, con grotte e abissi profondi, nido naturale di migliaia di uccelli marini, le cui acque sono tra le più popolate del Portogallo, oggi dichiarata riserva della biosfera ma già area protetta dal 1465 per tutelare la biodiversità qui presente. 


Il Forte de Sao Joao Baptista, oggi ostello, sull'isola di Berlenga Grande


Sull'isola sarà possibile intraprendere i due sentieri che portano a stretto contatto con gli uccelli che la abitano - unici veri padroni di casa - e offrono magnifici panorami sulle scogliere, il mare impetuoso e i vicini e aspri isolotti. Meta obbligata è il Forte de Sao Jao Baptista, oggi ospitante un'ostello spartano, costruito su alcuni scogli e collegato all'isola da un caratteristico ponte senza parapetti: in queste acque cristalline è un vero piacere fare il bagno in compagnia delle decine di pesci e dello starnazzare continuo degli uccelli. Nel pomeriggio rientro sulla terraferma e tappa alla Praia de Baleal, lunga striscia di sabbia che nel punto più orientale si spinge verso il mare e collega la terra all'isola-villaggio di Baleal. In serata spostamento a Ericeira, città di pescatori con un profilo da cartolina grazie alle sue belle casette bianche sul mare, mecca per i surfisti e con i migliori ristoranti di pesce della regione.


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Il faro dell'isola di Berlenga Grande e un'uria, l'uccello simbolo della riserva naturale

Le meravigliose acque nei pressi del forte sull'isola di Berlenga Grande, dove è possibile fare il bagno in compagnia di centinaia di pesci

Il mare visto dal forte dell'isola di Berlenga Grande

Sentiero sull'isola di Berlenga Grande

Camminando sull'isola di Berlenga Grande sarete accompagnati dallo starnazzare continuo di migliaia di uccelli

Le acque cristalline dell'isola

Il porticciolo è l'unica parte abitata (da pochi pescatori) dell'isola, sulla sinistra il campeggio


Tra gli uccelli marini, oltre alla già citata uria, si trovano il marangone dal ciuffo, il gabbiano reale nordico, lo zafferano, la berta maggiore e la procellaria di Harcourt

Gli uccelli osservano fieri, pronti a difendere il loro nido



Per raggiungere il forte è necessario passare per il ponte senza parapetti

Rientro a Peniche

La Praia de Baleal: si può notare il villaggio "isolotto" di Baleal collegato alla terraferma da una striscia di sabbia

Ad Ericeira si trovano bellissimi palazzi come questo

Ericeira, città di pescatori con veri scorci da cartolina


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Giorno 8 - Architettura esilarante: tra palazzi delle favole e Buddha giganti

Si continua la visita ai luoghi di maggiore interesse della città di Sintra: a una veloce tappa al Palacio Nacional, il cui profilo è inconfondibile per via dei due enormi comignoli piramidali delle cucine, situato in pieno centro storico, residenza reale ricca di azulejos, segue la ripida e impegnativa ascesa sino alle rovine del Castelo dos Mouros, risalente al VII secolo e le cui mura di cinta, tutte percorribili a piedi, ricordano la Grande Muraglia cinese e offrono magnifici panorami e un'esperienza unica. In zona si trovano anche alcuni resti archeologici come l'antica cisterna del castello e una chiesa del XII secolo. 


Il Palacio Nacional Da Pena, il primo castello romantico ad essere mai costruito


Da qui si scende fino ad uno dei palazzi più visitati del Portogallo e sicuramente il più eclettico, il Palacio Nacional da Pena: unico nel suo genere, mix di stili architettonici e colori, costruito per il piacere del Re Ferdinando II che qui volle fuggire dalla vita frenetica del mondo, primo castello romantico ad essere mai costruito. Se gli improbabili esterni da castello delle fiabe, con mura gialle, torri rosse, cupole moresche, minareti e un finto ponte levatoio sorprendono, non da meno sono le sale interne, stracolme di oggetti e curiosità che raccontano la vita all'interno del palazzo lungo un'esposizione ben curata. Per continuare il viaggio tra bizzarrie ed estri architettonici, nel pomeriggio si raggiunge il Buddha Eden, un insolito parco orientaleggiante ospitante monumentali statue di Buddha ed un esercito di guerrieri di terracotta, costruito su volere di un collezionista in reazione alla distruzione da parte dei talebani dei Buddha afgani di Banyan nel 2001. Nel tardo pomeriggio, una tappa veloce a Foz do Arelho consentirà di fare un bagno nelle acque calme della lagune di questa bella località salvaguardata dal turismo. In serata si raggiunge Obidos, meta finale della giornata, una città dal grande fascino medievale, senza tempo, in cui è delizioso passeggiare per i vicoli, raggiungere l'imponente castello (oggi diventato hotel di lusso) e assaporare la ginjinha, la locale acquavite di ciliegie servita in una coppetta di cioccolato.


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Azulejos al Palazzo Nacional de Sintra: è proprio da qui che quest'arte si diffonderà in tutto il Portogallo

La magnifica Sala dei Blasoni al Palacio Nacional de Sintra

La bandiera portoghese sventola sul Castelo dos Mouros

Vista di Sintra-Vila dal Castelo dos Mouros, si possono notare i due comignoli a cono del Palacio Nacional de Sintra

Le mura del Castelo dos Mouros, tutte percorribili, e sulla sinistra il Palacio Nacional da Pena

Il Palacio Nacional da Pena è un vero cocktail di stili architettonici: vi si riconoscono elementi moreschi, manuelino, barocchi, gotici e rinascimentali

Le cupole moresche e il torrione giallo: il castello è stato costruito per il piacere del Re Fernando II e non ha mai avuto finalità diverse da quelle residenziali

Accesso in stile moresco al palazzo

L'eccessività delle forme e dei colori danno un aspetto molto particolare al palazzo. l'impressione è di essere in un parco divertimenti

Gli interni del Palacio Nacional da Pena sono riccamente allestiti con tutto ciò che qui veniva utilizzato quotidianamente fino al 1910


La vasca da bagno - doccia della regina

Porcellane cinesi

I regnanti erano grandi collezionisti

Esposizioni all'interno del Palacio Nacional da Pena

Il Buddha Eden (foto tratta da www.facebook.com/BuddhaEdenPortugal)

La spiaggia di Foz do Arelho verso la fine della giornata

L'imponente chiesa barocca dall'aspetto tetro del Santuario del Senhor Jesus da Pedra si trova alle porte di Obidos

Le mura sullo sfondo della foto delimitano la parte vecchia della cittàdi Obidos

Il castello di Obidos (foto tratta da pt.wikipedia.org, utente Paulo Juntas, licenza CC BY-SA 2.5)

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Giorno 7 - Simboli alchemici, luoghi gotici, conventi lillipuziani e il punto più occidentale d'Europa

In mattinata si raggiunge la magica regione di Sintra, dai dolci rilievi, lussureggianti foreste, giardini esotici, palazzi fiabeschi e tortuose stradine (da incubo) che rimarranno nel ricordo di chi guida. La prima tappa è la Quinta da Regaleira, forse il luogo più esoterico di tutta la zona: un misterioso giardino, passaggi segreti, un palazzo ricco di raffigurazioni enigmatiche e simboliche degno di un romanzo gotico, costruito per il piacere di un milionario esportatore di caffè e pietre preziose e commissionato a uno scenografo d'opera italiano. Di grande impatto il pozzo iniziatico, una torre capovolta con le finestre sull'interno, profonda 27 metri, il cui accesso avviene da gallerie sotterranee e la cui ascesa è un percorso verso la luce. 


Il faro e le aspre scogliere alte 150 metri del Cabo da Roca, ai confini d'Europa


Dopo pranzo ci si inoltrerà nella fresca foresta del parco naturale di Sintra-Cascais sino a raggiungere il minuscolo e nascosto Convento dos Capuchos, un mondo in miniatura in cui i monaci francescani si costringevano a vivere chini, attivo sino a metà del XIX secolo. In gran parte ricoperto di sughero, che aveva la funzione di assorbire l'umidità degli angusti spazi, a questo luogo di sobrietà e pace si accede attraverso la porta della morte, così chiamata perché chi la varcava lasciava per sempre alle spalle il mondo terreno e si costringeva a una vita di privazioni e preghiere. Poco distante il Mosteiro da Peninha, abbarbicato su uno sperone roccioso e apparentemente un tutt'uno con la roccia, offre un punto panoramico unico sulla regione, con lo sguardo che spazia dalle grandi spiagge a sud sino ai promontori a nord, dalla foresta tutta intorno fino ai grandi centri abitati in lontananza. Dal monastero si scende alla Praia do Guincho, grande e sferzata dai venti, frequentata da surfisti. L'ultima meta della giornata ha un carattere romantico: dalla spiaggia si sale per alcuni chilometri prima di puntare tutto verso ovest, verso l'Atlantico, fino a raggiungere il punto più occidentale dell'Europa continentale, il Cabo da Roca: qui, su un promontorio alto 150 metri a picco su acque impetuose, si assisterà ad un nuovo spettacolare tramonto nel mare. In serata rientro a Sintra.


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Una delle porte della Quinta da Regaleira

Particolare di un portone alla Quinta da Regaleira

Particolare del terrazzo della Quinta da Regaleira, si notino le decorazioni della colonna sulla destra

La Grotta di Leda alla Quinta da Regaleira rappresenta l'unione tra cielo e terra

Il Laghetto della Cascata alla Quinta da Regaleira

Il Terrazzo dei Mondi Celesti alla Quinta da Regaleira

Il Palazzo costruito all'inizio del Novecento su progetto dell'architetto italiano Luigi Manini e commissionato da Antonio Augusto Carvalho Monteiro, imprenditore arricchitosi esportando caffè e pietre preziose dal Brasile
Una delle gallerie sotterranee che portano al Pozzo Iniziatico della Quinta da Regaleira


Il Pozzo Iniziatico alla Quinta da Regaleira, una scala a spirale profonda 30 metri ispirata ai gironi dell'Inferno dantesco

Il Convento dos Capuchos nella foresta di Sintra-Cascais: al centro, la Porta della Morte

Una delle celle dei monaci vista dall'interno: si notino il rivestimento in sughero e le dimensioni ridotte della porta d'accesso

Il cortile interno del Convento dos Capuchos

Il Mosteiro da Peninha, oggi chiuso, sorge all'interno della foresta di Sintra-Cascais e costituisce un ottimo punto panoramico

Vista dal Mosteiro da Peninha: la spiaggia in lontananza è la Praia do Guincho

In attesa del tramonto al Cabo da Roca

"Qui / dove la Terra finisce / e il Mare inizia": Cabo da Roca, il punto più occidentale del continente europeo

Tramonto al Cabo da Roca


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